Australia, adolescenti dell’esercito violentate come rito di iniziazione

Le Forza di Difesa dell’Australia sono finite sotto i riflettori della Commissione Reale, che sta facendo luce sui tanti episodi che, a partire dagli anni 60, hanno visto giovani reclute dell esercito australiano vittime di abusi sessuali e ripetute violenze, in  particolare presso un centro d’ addestramento navale e una scuola per cadetti dell’ esercito presso Victoria.

111 ad oggi le vittime che si sono fatte avanti per denunciare gli abusi, all’ epoca dei fatti molti ancora minorenni, i più giovani di appena 15 anni. Tali traumi potrebbero aver portato un ragazzo al suicidio.

«In più occasioni, sono stato buttato giù dal letto nel cuore della notte» – ha detto un testimone di sesso maschile che preferisce non essere identificato, raccontando che era stato poi costretto a violentare altre reclute per poi essere a sua volta oggetto di abuso da parte di reclute anziane e del personale del centro.

«Era inutile tentare di resistere», continua il racconto. «Ci si rendeva conto che dire di no sarebbe stato inutile. Dopo un po’ adeguarsi alla situazione sembrava la soluzione migliore».

All’epoca dei fatti sedicenne, Graeme Frazer ha raccontato quanto fosse terrorizzato quando era stato trascinato nelle docce, picchiato e abusato da 3 reclute: alla fine gli erano stati ricoperti i genitali da lucido per scarpe per poi venir strofinato via da una spazzola dura. 

Australia, adolescenti dell’esercito violentate come rito di iniziazione. Foto: Lance Corporal Mark Doran Caption:

«Sento ancora colpa e vergogna per gli abusi, ho sofferto di depressione».

Nel 2011 a Frazer era stata respinta una richiesta un risarcimento perché le prove non erano ritenute sufficienti; 3 anni dopo il tribunale d’ appello ha annullato la sentenza, riconoscendo “ bullismo, molestie, intimidazioni, violenze … E che non sono state prese misure efficaci per punire o ridurre al minimo queste pratiche».

Molte delle vittime avevano segnalato gli abusi e le violenze, ma sono state ignorate quando non punite: si trattava di un rito di passaggio, una specie di iniziazione.

Saranno ascoltati i responsabili, sia attuali che dell’ epoca dei fatti, dei centri di addestramento, per stabilire le responsabilità nella gestione delle segnalazioni andate inascoltate.

Un portavoce del Ministero delle Difesa ha riferito che è in corso «una collaborazione con la Commissione Reale d’ inchiesta per supportare la salvaguardia degli adolescenti. Riconosciamo e apprezziamo il coraggio di quelli che racconteranno le sofferenze patite in udienza».

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